Sabato 12 maggio, ore 9.00, sull’Aia Grande delle Cascine Orsine – Zelata di Bereguardo (uscita al casello di Bereguardo autostrada Milano-Genova)
Camminare lungo il Ticino,
nelle ascesi silenziose della scrittura.
Un laboratorio itinerante.
L’incontro è dedicato alla scrittura delle percezioni sensoriali e delle evocazioni autobiografiche che questo straordinario angolo del parco del Ticino ci offre. Si camminerà lentamente, nel più assoluto silenzio. Durante le soste, sui taccuini che verranno distribuiti all’inizio del percorso, ciascuno liberamente trascriverà ricordi ed emozioni momentanee o potrà disegnare quanto incontrerà. Non mancheranno letture nelle pause, inerenti sia la filosofia che la poetica del camminare e del silenzio.
Presso lo spaccio delle cascine Orsine, ciascuno potrà acquistare il necessario per la colazione al sacco prima della partenza. La giornata si concluderà, presumibilmente, verso le 17. Si consigliano scarpe comode, un cappello, penne o matite colorate. Mentre telefonini e videocamere saranno banditi tassativamente. Chi lo desidererà, potrà poi inviare al sito dell’Accademia del silenzio quanto scritto, per condividerlo non soltanto con i suoi compagni di viaggio.
Il laboratorio può accogliere non più di 25 persone
7 giugno 2012 – Tramonto sull’Aventino
Agli amici esigenti, un piccolo haiku… Per voi scolpirei silenzi profumati con il calore degli sguardi. G. D’A.
Grazie a tutti i partecipanti e al prof. Duccio Demetrio che ha accompagnato.
Ecco il mio scritto durante l’esperienza.
Sabato 12 maggio 2012
Sembra neve, mi aspetto il gelo ma è solo una carezza.
E poi arriva l’ombra che mi abbraccia.
C’è sempre luce nell’oscurità.
Immobile è lo specchio d’acqua
che riflette una vita altrettanto immobile.
Così vorrei essere: immobile.
Non riconosco questi profumi,
vivo nelle città senza odori,
quelle che tolgono il respiro.
Ponte “Prima Sosta”, legno che non crolla,
gente che scrive sospesa tra gli argini della mente.
Pensieri su carta. Ne farei delle barche,
da ormeggiare in queste acque.
Il mio sguardo è sempre rivolto verso il basso,
è faticoso alzare gli occhi.
Camminerei ad occhi chiusi,
anche nel fango.
Ho caldo. Ho sete. Ho sonno.
Mi addormento sognando streghe danzanti nel bosco.
Troppa luce in questo momento.
Vorrei un tramonto senza fine.
Un fiume, un cancello, un lucchetto.
Mi domando se ho io la chiave.
Cerchiamo un buco, una via d’uscita.
Si cerca sempre una via d’uscita.
Torniamo indietro percorrendo sentieri
noti solo alla vista.
A volte bisogna tornare indietro
per andare avanti.
Mi sono perso, il ponte “Prima Sosta” è poco distante,
quanto basta per renderlo invisibile ai miei occhi.
Ho atteso altri occhi a guidarmi.