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	<title>Accademia del Silenzio</title>
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		<title>Un nuovo sito per l&#8217;accademia del silenzio</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 05:17:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Silenzio]]></category>

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		<description><![CDATA[Cliccando sull&#8217;immagine si potrà accedere al nuovo sito unico dell&#8217;Accademia del Silenzio Tutti i contenuti pubblicati su questo blog rsteranno comunque visibili]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cliccando sull&#8217;immagine si potrà accedere al nuovo sito unico dell&#8217;Accademia del Silenzio</p>
<p><a href="http://accademiadelsilenzio.blogspot.it/"><img src="http://www.lua.it/accademiasilenzio/wp-content/uploads/2013/06/SitoBlogSpot-300x176.png" alt="SitoBlogSpot" width="300" height="176" class="aligncenter size-medium wp-image-2560" /></a></p>
<p>Tutti i contenuti pubblicati su questo blog rsteranno comunque visibili</p>
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		<title>Perdere le parole davanti al dolore</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 13:42:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Andrea Macario]]></category>
		<category><![CDATA[Considerazioni sul silenzio]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
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		<description><![CDATA[di Andrea Macario in occasione della morte di Don Gallo Ho sempre associato il silenzio alla morte, il silenzio di chi non trova le parole davanti a una perdita, il silenzio terribile che ti sembra di violare quando le parole &#8230; <a href="http://www.lua.it/accademiasilenzio/perdere-le-parole-davanti-al-dolore/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Andrea Macario in occasione della morte di Don Gallo</em></p>
<p>Ho sempre associato il silenzio alla morte, il silenzio di chi non trova le parole davanti a una perdita, il silenzio terribile che ti sembra di violare quando le parole le hai e le devi dire: parlare per il silenzio dei molti smarriti senza voce nel dolore, che è quello che ho visto negli occhi chiusi dal dolore di Don Ciotti prima che iniziasse a dire le parole che avevamo bisogno di sentire. Tanti silenzi violati o rispettati che circondano la perdita di qualcuno.<br />
Sarà che io parlo sempre, chi mi conosce lo ben sa.<br />
<span id="more-2552"></span>Davanti al dolore perdo le parole, ma Andrea dava nome “alle persone e alle cose”, il vero gesto di una divinità che si schiera, non di un creatore che resta a guardare. Quante volte nel silenzio ha dato il nome al dolore? Non possiamo immaginarlo, pochi cari suoi compagni possono e restiamo qua a cercare di dare un nome al nostro egoistico dolore personale.<br />
L’addio al Gallo è stato come era lui, tante anime, tutte ascoltate, tutte che pregano a modo loro: chi silenzioso, chi sguaiato, chi in modo poco consono, chi con parole che resteranno negli anni. Perché è per questo che tutti noi siamo sempre stati attirati dalla sua Comunità, per la difficoltà estrema, senza scorciatoie, di essere fermi nelle nostre convinzioni parlando con tutti ma soprattutto ascoltando tutti, anche quelli che ci mandano il sangue al cervello, stare al fianco di chi ci chiede aiuto ma anche di chi non lo chiede.<br />
L’addio ad Andrea è di quelli più difficili, di quelli che lasciano a tutti la responsabilità di portare avanti la sua opera nelle piccole e grandi cose, non ci sono scuse per non farlo, non ci sono scuse per lasciare soli i ragazzi della comunità, tutte le persone che ogni giorno combattono la battaglia che era del Gallo, e il pensiero va a Domenico e a chi con lui avrà da domani il compito più arduo.<br />
Non dite di lui che era un Santo o un Eroe, troppo facile, troppo facile dire che era migliore di noi, troppo facile auto-assolverci nel dichiararci incapaci.<br />
Come ha detto Ovadia: “da oggi –senti il canto del Gallo- ha un altro significato”: ogni volta che la nostra coscienza si sopirà il Gallo sarà là a svegliarla.<br />
Ciao Andrea, cercheremo di dare nomi alle persone e alle cose che verranno.&#8221;</p>
<p>&#8211;<br />
Macario Andrea</p>
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		<title>Del silenzio</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2013 06:57:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Considerazioni sul silenzio]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Taioli]]></category>
		<category><![CDATA[Silenzio]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo un contributo di Roberto Taioli. Un oggetto su cui calare lo sguardo e cogliere nel gesto della prensione. Un utensile di cui disporre, un compito da svolgere, una comunicazione da trasmettere. Siamo consueti classificare il nostro vissuto &#8230; <a href="http://www.lua.it/accademiasilenzio/del-silenzio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo un contributo di Roberto Taioli.</p>
<p>Un oggetto su cui calare lo sguardo e cogliere nel gesto della prensione. Un utensile di cui disporre, un compito da svolgere, una comunicazione da trasmettere. Siamo consueti classificare il nostro vissuto con la collezione di oggetti che ci circondano e ci attorniano. Noi stessi siamo classificati, misurati e catologati  in un sistema di oggetti. Il mondo è un oggetto in quanto lo avverto come fuori di me, esterno,  ed io mi pongo con esso in una relazione di estraneità, sono fatto, sono costruito dal mondo.<br />
<span id="more-2550"></span>Le voci mi circondano, il frastuono mi attraversa. Mi sporgo alla finestra. La pioggia scivola sulla strada e le rade automobili della notte sembrano passarci sopra come su di un tappeto fluente, fanno un rumore che non è più solo quello del motore ma un composto strano ed inedito, ove l’infittirsi  dell’acqua che cade,  prevale  sul secco procedere del mezzo meccanico, come se ne venisse assorbito, permeato, trasformato. Da lontano una voce confusa  attraversa la strada e squarcia la notte, uno strappo, in un urlo indicibile. Un ubriaco  forse, una vita certamente e una voce straziata. Una musica lontana riaffiora come un lampo dal buio, rimanda ad una finestra, ad un effluvio di note, ma è anche qualcosa che stenta ad imporsi, riemerge , sprofonda. Pare morire e poi ritorna. Qualcosa mi raggiunge, mi tocca, mi sveglia, ma mi sfugge. Scivola su di me e slitta lontano. Tutto è diventato inafferrabile, non si fa prendere. Sono posto in una dislocazione, abito in una terra di nessuno. Il mio mondo è un labirinto e la métis, la ragione intraprendente, non ne viene a capo. Patisco una non spiacevole impotenza.<br />
C’è qualcosa che finalmente non domino, che si impone  e suscita solo un flusso indistinto, un miscuglio dove la sonorità è plurale. Mi raggiungono non degli eventi netti ed isolati, ma un insieme indistinto, dove la nota più alta e più bassa non sono predefinite. Sento e mi lascio raggiungere, non scelgo e non separo.<br />
Sconcertante esperienza  dell’ un’unità nella molteplicità, del permanere e del variare.<br />
Il silenzio non esiste in natura come un minerale o una placca geologica, non ha consistenza ed esistenza se non nella mia intreriorizzazione.<br />
Dovunque abita il silenzio, anche in un universo affollato di rumori. Come posso ascoltarlo allora, come posso sentire ciò che non ha voce, non ha codificazione e gerarchizzazione?<br />
Come posso sentire ciò che non è udibile  e non sentibile? A questi interrogativi non c’è risposta se rimango nello stadio della coscienza ordinaria, della vigilanza razionale.<br />
Siamo inseriti ed installati in una condizione orizzontale e fatichiamo a dislocarci diversamente. Questo spiega tra l’altro perché dallo stato del sonno manteniamo una larvata memoria ed emerga in noi solo una piccola parte della ricca esperienza alla quale ci abbandoniamo nella condizione del dormire.<br />
Il silenzio profondo si avvicina a questo passaggio degli atti indecifrabili, verso i quali siamo passivi. La volontà retrocede, si disarma, come attraverso un estremo gesto e sussulto dell’epoché che ne sospende l’agire. Spentosi il suo faro, entriamo nella luminosa notte della percezione pura e senza nome, delle cose che non hanno volto e dei rumori che non stridono. In questo albeggiare prescientifico si ricrea in noi il fragile stato dell’armonia, sempre minacciato e intaccato peraltro dalle incursioni del mentale che è in noi sopito ma non estinto. Esso tende a reintrodurre la ratio là dove si è allargato in noi lo spazio dell’avvertire passivo che apre porte e possibilità di ascolto fino allora a me ignote. Sensi soprannaturali(1) si affiancano e si combinano ai sensi ordinari e li affinano per un più intenso e nuovo sentire . Si attiva una forma di vita spirituale del corpo. Come posso pregare senza  proferir parola o ascoltare parole che non mi giungono con la voce, o comprendere segni insorgenti e linguaggi provenienti da situazioni che per altri sono mute ed inerti? Come posso far sì che il silenzio sia per me non solo uno stato di vuoto, una assenza, una mancanza, ma invece una sorgente che mi riorganizza e mi ricomprende?  Fino a che punto la spogliazione di sé, la Kenosis  mi riapparenta con un terreno che non sia il nulla? Quale esercizio richiede  il silenzio per non essere sospinto ed estromesso ai margini della mia vita?  A che cosa rinuncio e cosa acquisisco lasciandomi  attraversare e plasmare da questa condizione? Perché ne abbiamo paura? Perché pare sgomentarci e smarrirci come una esperienza estrema, quasi fosse una pre-soglia della morte(2)?<br />
Non rispondiamo ma, come per una coazione a ripetere, cerchiamo  ancora una volta di gerarchizzare e ordinare un’esperienza che conosce forse  l’artista nel tempo dell’attesa, quando la sua opera non si è ancora staccata dal magma della vita profonda, dalle onde della Lebenswelt, non si è ancora depositata, o l’uomo orante e contemplativo, quando nell’inquietudine non trova ( e forse non troverà) le parole per sfiorare la porta di Dio, qualunque esso sia. L’esicasmo della preghiera incessante  si distende intervallata dal tempo momentaneo  della  ripresentificazione che s’inserisce  e s’accorda sul ritmo della  respirazione .  O l’uomo che sosta, si ferma, non corre più verso una oggettivazione falsamente liberante, ma che in realtà lo fa schiavo perché ne atrofizzza la vitalità incardinandolo in uno spazio cartesiano. L’homo viator è in  eterno  cammino, di cominciamento in cominciamento, come scriveva Gregorio di Nissa.<br />
Il silenzio dice molte cose ma non sempre quelle che vorremmo ci fossero dette e che ci aspettiamo. Le sue sorgenti non sono lontane da noi, ma proprio  per questo ci sfuggono, perché è più facile cercare fuori di noi che in noi. Esso ci richiama ad un esercizio, una askesis che tuttavia non può né deve assumere i contorni di qualcosa di rituale, di preordinato.<br />
L’educazione al silenzio non è scritta, può solo compiersi, attuarsi nei conati di verità che strappiamo al dominio della burocrartizzazione anche della vita interiore.</p>
<p>Nota 1 &#8211; L’’espressione è stata coniata da Cristina Campo nel saggio Sensi soprannaturali, in C. Campo, Gli imperdonabili,  Adelphi, Milano, 1987, pp. 231-248.<br />
Nota 2 &#8211; Il silenzio di cui stiamo argomentando è un silenzio di rilevanza ontologica ma pur possibile nell’esperienza umana; esso non va  perciò confuso né degradato a mera sospensione della parola, a tal riguardo  si rimanda alle riflessioni di Francesc  Torralba  Rossellò . “La maggior  parte delle volte il slienzio dell’l uomo è meramente epidermico. Ha un carattere provvisorio e transitorio, è come una pausa, un’interruzione tra parola e parola, , tra discorso e discorso. E’ il silenzio del viaggiatore che si dirige verso la sua meta. Egli cammina in silenzio, si siede  nell’autobus in silenzio, però il suo silenzio è, nella maggior parte dei casi, esteriore. Ancorchè stia zitto, non smette di pensare a quel che deve fare, a quel che farà o a quel che deve dire alla moglie o ai colleghi di lavoro. Il silenzio epidermico è il più praticato, però è il meno profondo e il meno edificante per tutti, in F. Torralba Rossellò, Volti del silenzio, traduzione dal catalano a cura di Matilde Spiniello, Edizioni Qiqajon, Maggnano (BI), 2012, p. 153.</p>
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		<title>Silenzio e scrittura di sé a Torino</title>
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		<pubDate>Sun, 26 May 2013 15:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì 17 maggio il concorso Lingua Madre ha organizzato presso lo spazio Piemonte del Salone del libro di Torino una conferenza con Emanuela Mancino e Nicoletta Polla-Mattiot dal titolo Lo spazio della creatività, il tempo dell’ascolto siamo in gradi di &#8230; <a href="http://www.lua.it/accademiasilenzio/silenzio-e-scrittura-di-se-a-torino/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 17 maggio il concorso Lingua Madre ha organizzato presso lo spazio Piemonte del Salone del libro di Torino una conferenza con Emanuela Mancino e Nicoletta Polla-Mattiot dal titolo</p>
<p><strong>Lo spazio della creatività, il tempo dell’ascolto</strong></p>
<p>siamo in gradi di farvi vedere il video dell&#8217;avvenimento cliccando sul link.</p>
<p><a href="http://www.lua.it/accademiasilenzio/wp-content/uploads/2013/05/130517-Torino.mpg" target="_blank">Video della conferenza</a></p>
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		<title>Concorso fotografico: Città del rumore. Città del Silenzio.</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 14:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annuncio]]></category>
		<category><![CDATA[Concorso]]></category>
		<category><![CDATA[fotografie]]></category>

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		<description><![CDATA[A cura di Gigliola Foschi in collaborazione con Accademia del Silenzio, Photographers.it e il Festival Fotografico Europeo. Il rumore è la forma di inquinamento ambientale considerata più invasiva. Due terzi della popolazione ne avvertono i fastidi e i disturbi (perdita &#8230; <a href="http://www.lua.it/accademiasilenzio/concorso-fotografico-citta-del-rumore-citta-del-silenzio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lua.it/accademiasilenzio/wp-content/uploads/2013/05/130615-LogoPhotographers.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2502" alt="130615-LogoPhotographers" src="http://www.lua.it/accademiasilenzio/wp-content/uploads/2013/05/130615-LogoPhotographers-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>A cura di Gigliola Foschi in collaborazione con Accademia del Silenzio, Photographers.it e il Festival Fotografico Europeo.</p>
<p>Il rumore è la forma di inquinamento ambientale considerata più invasiva. Due terzi della popolazione ne avvertono i fastidi e i disturbi (perdita di concentrazione, nervosismo, difficoltà di comunicazione, disturbi del sonno). L’eccesso di rumore influisce negativamente sul benessere psicofisico e si concentra soprattutto nelle aree urbane (negozi e shopping centre sommersi da una musica fragorosa, furgoni e moto con motori rumorosi, movida notturna, persone che parlano con voce stentorea incuranti di creare disturbo).<br />
<span id="more-2501"></span>Questo eccesso di rumore porta anche a dimenticare l’importanza di una dimensione della vita che dovrebbe invece essere riscoperta e valorizzata, in quanto portatrice di benessere e maggior consapevolezza: la dimensione del silenzio.<br />
Anche in una grande città è possibile fare e trovare silenzio: per leggere, per scrivere, per osservare meglio le cose e comprendere più a fondo se stessi, per ascoltare gli altri e il nostro corpo, per condividere esperienze a basso volume, sottovoce, lentamente.<br />
Riscoprire il silenzio significa infatti sperimentare un ritmo diverso del vivere, prendersi una pausa dall’assedio sonoro e dall’eccesso di frenesia a cui siamo sottoposti.<br />
Il silenzio è anche una occasione che si pone tra, in mezzo, come una sospensione della corsa frenetica, delle attività consuete, del flusso ininterrotto della vita, per osservare le cose da un nuovo punto di vista, per rivederle, risentirle.  Oppure per entrare in una nuova relazione con il paesaggio, innanzitutto urbano, che ci circonda,  con i nostri luoghi abituali, le strade, le piazze, le case. O con gli altri, i cui volti ci scorrono spesso davanti agli occhi senza  interrogarli, senza incontrarli.<br />
Di fronte alle nostre città, così sofferenti per un eccesso di rumore, tutti noi dovremmo sentirci chiamati a trovare dei modi per offrire silenzio, per diffonderlo come un dono.<br />
E a questo compito è chiamata anche la fotografia.<br />
Come far percepire attraverso un’immagine l’eccesso di sonorità che affligge le nostre città? E, per converso, come suggerire il piacere del silenzio e di una quiete urbana?<br />
Si possono  contrapporre alle figure del rumore immagini che suggeriscono  un tempo sospeso e  carico d&#8217;attesa, che valorizzino uno sguardo e un ascolto lento, meditato e contemplativo.<br />
Cerchiamo dunque immagini capaci di immergersi nel caos sonoro delle nostre città per restituircene e denunciarne tutta la pervasività. Ma cerchiamo anche fotografie che ci invitino a guardare oltre la superficie di uno spazio urbano caotico per scoprire angoli di quiete nascosta, o per immaginare le dimensioni di una possibile affabilità urbana impregnata di silenzi, sussurri, fruscii….<br />
Si può, in questo caso, ricercare un linguaggio fotografico che abbassi il tono della voce, che colga i sussurri, le ombre, il non immediatamente udibile, il non immediatamente visibile.</p>
<p>La Mostra<br />
Verranno nominati 6 vincitori che potranno esporre le loro opere presso il  Quarto  Festival Fotografico Europeo, Busto Arsizio e Comuni Valle Olona (Varese), dal 12  ottobre all’11 novembre 2013 ( sede e data dell’inaugurazione  ancora da definire).<br />
Nella serata inaugurale verrà anche nominato un vincitore assoluto fuori concorso,   a cui verrà data la possibilità di esporre nel Quinto Festival Fotografico Europeo.</p>
<p>Per partecipare, occorre registrarsi al portale www.photographers.it<br />
Iscrizioni aperte fino al 15 giugno 2013.<br />
La partecipazione al bando prevede un costo di € 30.<br />
Il Festival Fotografico Europeo produrrà la mostra, comprese le stampe fine art  dei 6  vincitori e si occuperà anche di incorniciarle.<br />
Le stampe – minimo 4, max 10  per autore  &#8211; verranno consegnate agli autori al termine dell’esposizione (il numero delle stampe verrà deciso assieme agli autori sulla base della grandezza delle stampe e sul senso del progetto).<br />
- Le foto (minimo 6 e massimo 12) dovranno essere accompagnate da un breve testo di presentazione del progetto (max  800 battute) e dalla descrizione di una eventuale presentazione delle opere (dimensioni, tecnica, supporto o altro possa essere indicativo delle intenzioni espositive, max  1000 battute).</p>
<p>La Giuria</p>
<ul>
<li>Claudio Argentiero, presidente dell’Archivio Fotografico Italiano  e art director del Festival Fotografico Europeo di Busto Arsizio e Comuni della Valle Olona (Varese).</li>
<li>Angelo Cucchetto,  Internet Marketer ed editore di Photographers.it</li>
<li>Marco Ermentini, architetto. E’ presidente della Shy Architecture Association che raggruppa il movimento per l’architettura timida.</li>
<li>Gigliola Foschi, critico e storico della fotografia. Collaboratrice di Photographers.it e membro comitato della fiera MIA (Milan Image Art).</li>
<li>Antonio Ria, etnofotografo e critico fotografico, è vicepresidente dell&#8217;Associazione Amici di Lalla Romano e membro del gruppo promotore dell&#8217;Accademia del Silenzio.</li>
<li>Stefano Raimondi, poeta e critico letterario. E’ tra i fondatori della rivista di filosofia “Materiali di Estetica” e membro del gruppo promotore dell’Accademia del Silenzio.</li>
</ul>
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		<title>26 maggio 2013 &#8211; Milano &#8211; Il silenzio interiore in città</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 13:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Nicoletta Polla_Mattiot]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 26 maggio l&#8217;Associazione Via Padova è meglio di Milano promuove dalle 10 alle 17 al Parco Trotter &#8211; via Padova 69, Milano &#8211; all&#8217;interno della festa di via Padova un luogo dove sostare per condividere incontri ed esperienze sul &#8230; <a href="http://www.lua.it/accademiasilenzio/26-maggio-2013-milamo-il-silenzio-interiore-in-citta/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lua.it/accademiasilenzio/wp-content/uploads/2013/05/130526-Milano.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2493" alt="130526-Milano" src="http://www.lua.it/accademiasilenzio/wp-content/uploads/2013/05/130526-Milano-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>Domenica 26 maggio l&#8217;Associazione <strong>Via Padova è meglio di Milano</strong> promuove dalle 10 alle 17 al Parco Trotter &#8211; via Padova 69, Milano &#8211; all&#8217;interno della festa di via Padova un luogo dove sostare per condividere incontri ed esperienze sul tema del silenzio e riflettere sulla sua importanza individuale e collettiva.</p>
<h3>IL SILENZIO INTERIORE IN CITTA&#8217;</h3>
<h3><span id="more-2492"></span></h3>
<ul>
<li>Ore 10:00 &#8211; E io dove vado? &#8211; testimonianza di Franca Ciccòlo Fabris, Ass. Italiana Amici di Nevè Shalom Wahat as Salam</li>
<li>Ore 11:00 &#8211; Una stanza del Silenzio, dedicata al cardinale Martini &#8211; Richiesta al Sindaco dai promotori del &#8220;Rapporto sulla questione dei quartieri di case popolari a Milano&#8221;Franca Caffa, Comitato inquilini Molise-Calvairate-Ponti</li>
<li>Ore 12:00 &#8211; Parola e silenzio nella creazione artistica Daniela Bianchi Airoldi, Teatro Officina</li>
<li>Ore 13:30 &#8211; La preghiera della meditazione Shaza Ahmad Ali, Casa della Cultura fslamica di via Padova</li>
<li>Ore 14:30 &#8211; Dodici anni a Milano della tenda del silenzio Matilde Faravelli, Comunità di S.Angelo</li>
<li>Ore 15:30 &#8211; <strong>Ascolto a cinque sensi e alfabeto delle emozioni. Comunicare senza parole Nicoletta Polla Mattiot, Accademia del Silenzio</strong></li>
<li>Ore 16:30 &#8211; La preghiera del cuore o meditazione profonda Roberta Mauri, Ricostruttori nella preghiera</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>24 Maggio 2013 &#8211; Assisi (PG) &#8211; Incontro con Duccio Demetrio</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 07:05:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[Duccio Demetrio]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì 24 maggio 2013 alle ore 16,00 presso il Bosco di San Francesco di Assisi &#8211; FAI, si terrà il terzo incontro del Programma 2013 dell&#8217;Accademia del Silenzio Umbria, dal titolo Di sosta in sosta: camminare, ricordare, scrivere con Duccio &#8230; <a href="http://www.lua.it/accademiasilenzio/24-maggio-2013-assisi-pg-incontro-con-duccio-demetrio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 24 maggio 2013 alle ore 16,00 presso il Bosco di San Francesco di Assisi &#8211; FAI, si terrà il terzo incontro del Programma 2013 dell&#8217;Accademia del Silenzio Umbria, dal titolo</p>
<h3>Di sosta in sosta: camminare, ricordare, scrivere</h3>
<p align="left">con Duccio Demetrio.<br />
<img style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" alt="" src="http://www.lua.it/images/stories/2013notizie/130524-assisi.jpg" width="250" height="188" align="left" hspace="10" />La sosta durante il cammino è il momento in cui il viandante si rifocilla, medita, osserva i paesaggi. Si affida ai silenzi. Se ha con sé penna e taccuino tutto ciò resterà con lui al ritorno e, al ritorno, quell&#8217;esperienza vissuta sarà meno effimera. Il cammino potrà riprendere anche soltanto nella sua mente. Non vi è divenire se non respiriamo anche l&#8217;impermanenza dell&#8217; essere.</p>
<p><em><span id="more-2482"></span>&#8220;Diversi sono i silenzi scoperti, attraversati, vissuti nel corso della nostra vita. In certi momenti propizi riaffiorano, emergono tra cose perdute, emozioni scordate. Silenzi come frammenti lucenti di un vissuto intenso, palpitante. Tra questi c’è il silenzio del dolore muto, delle “cadute”, dei momenti di buio in cui la vita ha avuto il potere di zittirci. C’è poi il silenzio delle profondità, che ha illuminato l’esistenza con la luce della consapevolezza. Il silenzio che ci ha aperto alla vita, che ci ha lasciato senza parole di fronte alle meraviglie della natura e quello dei misteri che mai siamo riusciti e mai riusciremo a cogliere fino in fondo. Ogni silenzio, è una storia, magari da scrivere, soffermandoci davanti ai cancelli della memoria. Ogni silenzio, ogni storia è un pretesto, un’occasione per ricontattare la nostra anima e aprire nuovi significati sui sottoboschi, le gemmazioni e le fioriture di questa nostra esistenza”.</em></p>
<p>Il contributo di partecipazione all’incontro con Duccio Demetrio e a quello di sabato 5 ottobre con Monica Tomassoni, Luana Brilli e Corrado Morici, dal titolo: “Dal buio, al silenzio della rinascita” è di 20,00 € + 25 € per la tessera LUA (per chi non l’avesse già).</p>
<p>Per informazioni, prenotazioni: <a href="mailto:brilli.luana@libero.it">brilli.luana@libero.it</a> &#8211; cell.3208962845<br />
www.orizzontidallastronave.blogspot.com</p>
<p><a href="http://www.lua.it/accademiasilenzio/scheda-di-iscrizione-silenzi-dumbria/">Per iscriversi compilare il modulo</a></p>
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		<title>Umbria 2013 &#8211; In cammino nel Parco dei Monti Sibillini</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 07:42:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“I silenzi della vita” &#8220;Diversi sono i silenzi scoperti, attraversati, vissuti nel corso della nostra vita. In certi momenti propizi riaffiorano, emergono tra cose perdute, emozioni scordate. Silenzi come frammenti lucenti di un vissuto intenso, palpitante. Tra questi c’è il &#8230; <a href="http://www.lua.it/accademiasilenzio/umbria-2013-in-cammino-nel-parco-dei-monti-sibillini/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.lua.it/accademiasilenzio/wp-content/uploads/2013/05/130629-UmbriaSilenzioSibillini.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2463" alt="130629-UmbriaSilenzioSibillini" src="http://www.lua.it/accademiasilenzio/wp-content/uploads/2013/05/130629-UmbriaSilenzioSibillini-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a><strong>“I silenzi della vita”</strong><br />
&#8220;Diversi sono i silenzi scoperti, attraversati, vissuti nel corso della nostra vita. In certi momenti propizi riaffiorano, emergono tra cose perdute, emozioni scordate. Silenzi come frammenti lucenti di un vissuto intenso, palpitante. Tra questi c’è il silenzio del dolore muto, delle “cadute”, dei momenti di buio in cui la vita ha avuto il potere di zittirci.  C’è poi il silenzio delle profondità, che ha illuminato l’esistenza con la luce della consapevolezza. Il silenzio che ci ha aperto alla vita, che ci ha lasciato senza parole di fronte alle meraviglie della natura e quello dei misteri che mai siamo riusciti e mai riusciremo a cogliere fino in fondo. Ogni silenzio, è una storia, magari da scrivere, soffermandoci davanti ai cancelli della memoria. Ogni silenzio, ogni storia è un pretesto, un’occasione per ricontattare la nostra anima e aprire nuovi significati sui sottoboschi, le gemmazioni e le fioriture di questa nostra esistenza”.</p>
<p style="text-align: center;">In Cammino… con Corrado Morici, Luana Brilli e  Monica Tomassoni<br />
<strong>Il Silenzio che ci apre alla vita: passi, natura, meraviglia</strong>.<br />
Scrittura e meditazione sui sentieri del Parco Nazionale dei Monti Sibillini</p>
<p>Sabato 29 e domenica 30 giugno 2013 con pernottamento al rifugio Sibilla (1540 m.)<br />
Organizzato con la FIE  Valle Umbria Trekking Foligno</p>
<p><span id="more-2462"></span>Programma<br />
<strong>Sabato 29 giugno 2013</strong><br />
Ore 14,30 &#8211; Ritrovo a Montemonaco presso la Bottega della Cuccagna<br />
Ore 15.00 &#8211; Arrivo previsto al rifugio Sibilla<br />
Dalle 16.00 &#8211; ”Emozioni e scritture in “alta quota” attraversando la notte verso l’alba”</p>
<p><strong>Domenica 30 giugno 2013</strong><br />
Ore 8.00 &#8211; Colazione<br />
Ore 9.00 &#8211; “Armonie e Natura in cammino”<br />
Ore 12.00 &#8211; Conclusione dell’incontro<br />
Ore 15,30 &#8211; Partenza per i luoghi di provenienza</p>
<p>Interventi musicali.<br />
Quota individuale di partecipazione: <strong>70 euro.</strong><br />
Alla presente quota deve essere aggiunta, quando non già versata, la tessera associativa 2013 alla Libera Università, pari a €25,00 (annuale) o €60,00 (triennale). Il pagamento della presente tessera dovrà essere effettuato tramite bonifico insieme alla quota di soggiorno.<br />
È obbligatoria anche la tessera associativa annuale alla FIE di  € 25 (per chi non l’avesse). Il pagamento di quest’ultima tessera sarà invece fatto al rifugio Sibilla.</p>
<p>La quota di partecipazione comprende: il trattamento di mezza pensione (cena e pernottamento del sabato, colazione della domenica, lenzuola e bevande incluse) le attività guidate della Camminata Consapevole e il Laboratorio di Scrittura Autobiografica.<br />
La quota non comprende: le spese di viaggio, il pranzo al sacco della domenica (che può essere preparato dal rifugio), quanto non indicato dalla voce la quota comprende.</p>
<p>Prenotazione obbligatoria per un minimo di 12 e  un massimo di 20 persone<br />
La prenotazione con versamento della quota dovrà pervenire entro il 15 giugno 2013. Nel caso in cui non si dovesse raggiungere il numero minimo di partecipanti, le quote anticipate verranno rimborsate.</p>
<p><a href="http://form.jotformpro.com/form/31202247788960">Per la prenotazione compilare il modulo di iscrizione</a></p>
<p>Info organizzazione: brilli.luana@libero.it cell. 3208962845<br />
Info logistica: corradomorici@hotmail.it cell. 3478256385</p>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 14:32:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lua.it/accademiasilenzio/wp-content/uploads/2013/04/logoTwitter.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2418" alt="logoTwitter" src="http://www.lua.it/accademiasilenzio/wp-content/uploads/2013/04/logoTwitter-150x150.png" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Per tutti coloro che ci vogliono seguire in tempo reale collegarsi a @academysilence &#8211; #silenzioXMi</p>
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		<title>L&#8217;articolo su Avvenire del 20 aprile</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 14:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giornale]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lua.it/accademiasilenzio/wp-content/uploads/2013/04/130421-Avvenire.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2414" alt="130421-Avvenire" src="http://www.lua.it/accademiasilenzio/wp-content/uploads/2013/04/130421-Avvenire-300x214.jpeg" width="300" height="214" /></a></p>
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