Il profumo del silenzio

Il profumo del silenzio
5-7 settembre 2013 Anghiari
laboratorio a cura di Angelo Andreotti e Maria Grazia Comunale

…per dire che il silenzio è per le parole ciò che il profumo è per le cose. Come se si volesse suggerire di ascoltare con la stessa attenzione che prestiamo quando annusiamo, facendo scorrere lungo e dentro il corpo tutte le sensazioni. Chiedendo di entrare in relazione con la stessa curiosità atavica con cui afferrando una cosa, dopo averla guardata e magari accarezzata, l’avviciniamo al naso in cerca di quei segnali che più profondamente ne dicono la natura.
Non è certamente un caso che per “essenza”, significando la parte intima di qualcosa, s’intenda sia l’aroma che si ricava da un fiore o da una pianta, sia ciò che fa sì che un ente sia quel che è.
Così, se il silenzio è ciò da cui nascono le parole, dalle parole sarà possibile risalire al silenzio come fosse un profumo (l’essenza) delle parole stesse.
Ci aiuteranno alcune letture, ma ancor di più la cura del dirle, ascoltarle, interpretarle. Ma anche carta e penna per scrivere, e anche i profumi della nostra memoria e quelli che andremo a immaginare, o che troveremo passeggiando per Anghiari, e poi pazienza, cura, umiltà per entrare in relazione con l’altro da sé, cercando di fare in modo che rifletta il meno possibile la nostra immagine, e di questo prenderne coscienza.

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Una risposta a Il profumo del silenzio

  1. Milena Biancon scrive:

    Mi sono iscritta a questo seminario assecondando l’istinto poichè sono dell’idea che la percezione è (per fortuna) non razionale.
    L’approccio proposto è intrigante, partire dalla parola, per raggiungere il silenzio da cui essa ha tratto origine : mi piace questa dimensione del comprendere senza spiegare e sono certa che mi regalerà nuove consapevolezze.
    Saluti Milena

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