In questi giorni è festa presso il Circolo di Scrittura Autobiografica a Distanza di Anghiari, è arrivata la Millesima lettera spedita da un corrispondente tra i tanti che periodicamente rispondono alle sollecitazioni autobiografiche del gruppo di lettrici anghiaresi.
L'avvenimento è stato festeggiato e la lettera è ora qui a disposizione di chi vuole leggerla.
Fiesole, 02/2004
Cari amici di Anghiari,
sono felice di salutarvi e inviarvi il secondo argomento:
"Il luogo preferito dell'infanzia".
Tutta la mia infanzia l''ho passata in una casa di campagna,
situata nei pressi della frazione di S. Francesco di Pelago. I ricordi di quel
periodo sono tanti ma uno in particolare mi piace ricordare con affetto: la
grande cucina della mia casa.
Di forma rettangolare, con due larghe finestre da dove entrava molta luce,
subito dopo la porta d'ingresso c'era un bel camino che tenevamo acceso
per riscaldare la stanza nei mesi freddi, accanto al focolare era posta la
cucina economica che serviva per cucinare. L'arredamento era essenziale: un
grande tavolo di legno dove mangiavamo, una madia dove tenevamo il pane e la
credenza dove erano riposte le stoviglie, le pentole e tutto quello che serviva
per cucinare. Questa stanza era il cuore della famiglia, dove passavo, insieme
al cane e al gatto, quasi tutta la giornata.
Giocavo con i miei fratelli e i vicini, ascoltavo favole e storie affascinanti
che mia madre e mia nonna raccontavano a noi ragazzi. Spesso dovevo aiutare nei
lavori domestici: attingere l'acqua dal pozzo situato vicino alla casa,
raccogliere dal pollaio le uova, prendere la legna dalla catasta in cantina.
Ma la cosa che preferivo fare era preparare: taglierini, tortellini, frittelle,
cenci, utilizzando la sfoglia che mia madre lavorava la domenica e nei giorni
di festa. Durante le lunge e noiose giornate invernali, la mamma per occuparci,
ci insegnava a rammendare i calzini, a avvolgere la lana in gomitoli, dipanando
le matasse di lana, per fare poi maglioni e camiciole per tutta la famiglia.
Passavo così buona parte delle giornate, insieme alla mia numerosa famiglia,
in cucina che era per noi tutti qualcosa di piu di una semplice stanza.
Colgo l'occasione per inviarvi i piu sinceri saluti
Valdemaro M. (Fiesole)
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