U.N.I.R.R

Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia (Combattenti, Reduci, Familiari, Caduti e Scomparsi)  Ente Morale (Decreto Ministero Difesa 20/11/1996)
Scoprii l’esistenza di questo Ente attraverso un opuscolo della “Prima Mostra Fotografica – Disegni e Cimeli della Campagna di Russia – C.S.I.R. – A.R.M.I.R  1941-1943  e della prigionia” avvenuta al Castello Sforzesco di Milano – Sale Viscontee – dal 6 al 30 novembre 2001.
Ci andai, essendo figlia di un disperso in Russia, con tutto l’interesse di conoscere meglio  i particolari di quella stramaledetta guerra. E infatti, oggetti e fotografie mai viste mi fecero rabbrividire: il Don gelato, le marce dei soldati malvestiti nella neve, le isbe dirute, le armi fuori uso e tante altre cose. Fra le tante, mi soffermai e toccai con mano un paio di scarponi, riportati a casa da un reduce, che sembravano fatti di cartone. Ma come li aveva equipaggiati  Mussolini quei poveri soldati mandandoli al gelo? Con le divise riciclate dalla  guerra d’Africa?
Lessi con attenzione il bilancio di quella Campagna di Russia: il numero degli italiani che non fecero più ritorno da fronte risulta essere di circa 100.000 (centomila!). Secondo i dati più recenti, desunti dalla documentazione esistente negli archivi russi, ora aperti ai ricercatori, 25.000 furono i morti combattendo, altri, morti di stenti durante la ritirata (sorte toccata sicuramente  a mio padre) e 70.000 fatti prigionieri. Poveri soldati costretti a marciare per centinaia di chilometri, in condizioni allucinanti, con temperature siberiane, diretti  verso i 400 diversi lager; tra i più  tristemente famosi: Tambov, Miciurinsk, Khirinovoje, Tiomnikov… e mi fermo qui. Solo 10.000  italiani  sopravvissero agli stenti, alle epidemie e furono restituiti dall’Unione Sovietica.
Quel giorno, alla mostra, qualche reduce era presente. Io li ho abbracciati tutti quei cari vecchietti, come se ognuno di loro mi fosse stato padre.
(Annarosa Lazzeri)

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