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A partire dal mese di novembre 2013, presso l’Università di Milano-Bicocca, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “R.Massa”, avrà inizio il Corso di Perfezionamento

Pratiche di narrazione e scrittura
nei contesti di cura, medico-sanitari ed educativi

di cui è responsabile scientifico la dott.ssa Micaela Castiglioni (con il coordinamento di: Micaela Castiglioni, Ivano Gamelli, Elena Manenti, Lucia Zannini).
Per informazioni consultare il link all'università
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Paris è sempre Paris – o delle solitudini
Protagonisti un registratore un bambino uno specchio un telefono una stanza con le tendine bianche e azzurre una scrivania
Coprotagonisti : lui e lei
Comparse : le lacrime, la lavagna, i grattacieli

Atto primo :
tre le scene un bagno un’auto e una stanza d’albergo
un uomo parla dentro un registratore tascabile che ha tra le mani  e racconta una storia seduto su una vasca da bagno e sul sedile di guida un bambino ascolta il messaggio inciso tenendolo appoggiato sulle sue gambe incrociate la voce è di uomo e racconta che è partito per una ricerca il bambino biondo ascolta la voce del padre è solo in quella stanza d’albergo è appoggiato ad un televisore e a una parete tutta di vetro ascolta un racconto che parla di sua madre
- Mi senti ?
- No poco
- Alza il volume !
- Come si fa ?
- Gira questa rotella !
- Ah così !
- Riesci a sentire ora ?
- Sìììì
- Chi è che parla ?
- papà
- E cosa dice ?
- Dice che è andato a cercare mamma …
- Noi l’abbiamo visto uscire dal garage di fronte allontanarsi per la quinta strada per uscire dalla città
- Io sono stato l’ultimo a vederlo
- Shhh sta ascoltando
- Chi è andato a cercare ?
- Mamma
- Avete sentito l’ha lasciato lì solo ed è andato a cercare la madre
- Beh noi non siamo mai soli
- Non disturbatelo ! Sta ascoltando le parole del padre
- E lui dov’è ‘
- Lontano….

Atto secondo :
una unica scena : un motel
lo specchio fa da confine tra due ambienti di qua una luce al neon di là la semioscurità di qua una donna di là un uomo di qua lei ascolta di là lui parla al telefono
- mi gira le spalle non guarda verso me
- che fa ?
- sta seduto non mi tocca, non mi appanna non si appoggia a me strofinandomisi contro
- non sarai mica geloso di me ?
- lo so che lei è lì con te lo vedo sai vedo quell’aria perbene che ti vuoi dare …
- grazie spiare è l’unica cosa che sai fare …
- no io posso anche sentire !
- cosa puoi sentire, dai ?
- il suo sguardo per esempio è altrove non mi trapassa
- come fai  a capirlo poi ?
  -le sue pupille sono fisse davanti a sé non mi si riflettono dentro
 -Non dirmi che senti anche le voci ?
 -Come no ?
 -la sua voce non rimbalza su di me  
 -e tu tu tu perché non dici nulla ?
 -io ascolto chi parla e credetemi è una gran fatica non farsi coinvolgere
 -che fatica poi farai ?
- accogliere la sua voce bassa e profonda continua mi fa addormentare …
- ah sei stanco pure tu a me si è indolenzita la cornice …
- che dice ?
 - parla di lui di loro figlio dubbi bere ritorni gelosie sogni suoi e di lei camper incendio bambino prigioniera campanaccio stracci fuga lacrime
- Calma …Non ho capito bene …
- Shhh ! Dopo te lo racconto io !
- Tu fai il tuo mestiere e guarda poi mi riferisci
- E tu ?
- io invece la sento è qui dentro e si muove
- Lei poi dov’è ? da qui non la vedo
- Ecco che interviene lei ! ma da che ufficio ti hanno presa eh ?
- Lei che ne può sapere ora te lo dico io … lei sta andando avanti e indietro tra una lavagna con scritte in gesso e…
- Cosa c’è scritto sopra ?
- Ma che t’importa ? Stavo dicendo … mi pare inquieta, si tocca i capelli, parla si muove lo ascolta
- E poi ?
- lo riconosce
- ma lei com’è ?
- bionda, bella, un vestito nero, le scappa giù e le si denuda una spalla
- e lui ?
- Parla
- lei la ritira su
- silenzio
- e poi ?
- lei piange apre la porta spegne la luce si avvicina alla parete di carta e tocca lo specchio
- Che ti fa ?
- Mi tocca, sì mi tocca. Finalmente succede qualcosa !!
- Voi due litigate pure mentre io sono qui sola con lui
- Sola ?
- Sì e ora mi si è appoggiato su di me si sporge per avvicinarsi  a te
- a me ? a lei !
- tu che hai capito di quello che si sono detti ? ma..guarda ora si vedono
- e voi ?
- noi siamo calde e siamo fiumi quindi sappiamo solo scendere.

Antonietta Missich
 
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