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27 al 30 giugno 2013
Raccontiamo la mia, la tua, la nostra storia

Per una nuova proposta: laboratorio narrativo rivolto a bambini dai 6 ai 10 anni
a cura di Micaela Castiglioni, Elena Manenti, Stefano Raimondi
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Trevis – Paris, Texas
Trevis entrò nella stanzetta buia. Chiuse la porta dietro di sé. Il posto era saturo del respiro di qualcuno che era stato lì prima di lui. Mancava l’aria. Si sedette sulla poltroncina girevole e guardò oltre il vetro, in attesa. Al di là, la stanza non era molto più grande. La luce al neon, le tendine alla finta finestra, la lavagnetta sul muro: l’anonima cucina di una casalinga.
Ma non aveva importanza, tutto questo non aveva più importanza.
La porta si aprì ed entrò lei. Non poteva vederlo ma sorrise nello specchio, disinvolta.
Trevis la guardò attraverso il vetro. Guardò la sua figura snella nel semplice vestito nero, e qualcosa lo strinse alla gola. Era lei, così com’era sempre stata, stampata nella sua memoria. Nei capelli biondi il lampo di una luce e il vento del deserto in cui aveva inseguito se stesso.
Trevis sentì il terreno mancargli sotto i piedi, mentre il respiro si faceva più corto. Prese in mano il telefono. Fu lei a parlare per prima:
“Ciao sono Joyce. Cosa posso fare per te?”
La voce gliela riportò in tutta la sua concretezza. Trevis chiuse gli occhi, quasi sentiva il suo profumo. Vide l’azzurro tempestoso degli occhi. Erano stati chiari un tempo. Ora avrebbe potuto annegarci dentro.
“Io… vorrei raccontarti una storia” ascoltò se stesso. La voce non lo tradiva.
“Sicuro. Puoi raccontarmi tutto ciò che vuoi. Sono qui per te”.
Mentre si sedeva sullo sgabello davanti a lui, si aggiustò la spallina del vestito che le scivolava giù. Trevis osservò la curva bianca della spalla e il collo leggermente inclinato. La testa gli girava. E si sentì vecchio.
Le voltò le spalle e cominciò a parlare.

Sabrina Venditti
 
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