Racconti in cammino: viaggiatori, pellegrini, naviganti
La seconda edizione del Festival è dedicata ai legami tra autobiografia e viaggio.
Ad Anghiari dal 14 al 17 Giugno
a
Scrive Duccio Demetrio che
il viaggiare per alcuni significa e ha sempre voluto dire far “respirare” la mente, esplorare, arricchirsi non solo metaforicamente, inseguire una promessa di felicità esponendosi a fatiche e disagi, per altri invece esso è motivo sufficiente a ridestare paure antiche, ansie, se non sentimenti d’ angoscia. C’ è viaggio e viaggio. Ci sono viaggi di lavoro, viaggi di nozze, viaggi di piacere, viaggi di vacanza, viaggi solitari o in compagnia, viaggi alla ricerca di Dio, ultimi viaggi. Viaggi di cui nella memoria nulla più resta e viaggi che non possiamo assolutamente dimenticare.
Quest’anno protagonista del Festival dell’Autobiografia sarà l’esperienza di viaggio, declinata in molti differenti modi: viaggi di scoperta, viaggi come scelta di vita, viaggi memorabili, viaggi come incontro con altre culture, viaggi di cooperazione, viaggi di lavoro, narrati, dalla maggior parte degli ospiti presenti, attraverso la scrittura.
Il Festival quest’anno anticipa la data di svolgimento a Giugno, dal 14 al 17, declinato in tre differenti aree: incontri con autori e con artisti, approfondimenti, laboratori.
Giovedì 14 Giugno
Duccio Demetrio, fondatore con Saverio Tutino della Libera Università dell'Autobiografia di Anghiari, della quale è direttore scientifico. È professore ordinario di Filosofia dell'educazione e di Teorie e Pratiche autobiografiche presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca. Fondatore della rivista Adultità, della società di Pedagogia e Didattica della Scrittura Graphein, autore di numerose opere dedicate all'educazione degli adulti e alle teorie della narrazione e della scrittura, tra i suoi testi, quelli più specificamente legati al viaggio Filosofia del camminare (Raffaello Cortina, 2005), Ascetismo metropolitano (Ponte alle Grazie, 2009) e I sensi del silenzio (Mimesis, 2012).
Raffaele Milani, Professore di Estetica presso l’Università di Bologna, si è occupato in particolare di paesaggio, pubblicando tra gli altri i testi L’arte del paesaggio (Il Mulino, Bologna 2001), e Il paesaggio è un'avventura (Feltrinelli, Milano 2005), nel quale porta il lettore ad avvicinarsi al piacere di guardare. “Il paesaggio è insieme luogo della vista, della memoria e dell’affetto: ogni sguardo incontra un paesaggio, ma al contempo lo ricrea fino a idealizzarlo. Visione e sentimento si muovono insieme, creando una sorta di benefico cortocircuito fra bellezza ed emozione, fra immagini e affetti”.
Giampaolo Nuvolati, insegna Sociologia Urbana presso l’Università degli studi di Milano Bicocca. Sono suoi temi di interesse la qualità della vita urbana, la costruzione di indicatori sociali per l’analisi territoriale, il rapporto tra ricerca sociale, città e letteratura. Tra le molte sue pubblicazioni citiamo Lo sguardo vagabondo. Il flaneur da Baudelaire ai post-moderni (Il Mulino, Bologna 2006) nel quale approfondisce la figura del flaneur che “…incarna il desiderio di libertà errabonda nell'individuo imprigionato da vincoli territoriali, ideologici, professionali; la ribellione contro le pratiche consumistiche di massa, specie contro il turismo mordi e fuggi; l'aspirazione ad assaporare la vita secondo ritmi più meditati; il recupero della sensibilità come forma di conoscenza.”
Tutte le foto del Festival, tranne dove altrimenti specificato, sono di Lidia Di Padova